Modello autodichiarazione per spostamento

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Umberto Vattani

Nasce a Pofi, il 9 maggio 1898, figlio di Achille e Geltrude Cristofari.

Frequentò il liceo nel collegio Conti Gentili ad Alatri. Ottenne la licenza liceale in due anni e s’iscrisse all’Università degli studi di Roma all’indirizzo di legge. Nell’Aprile del ’17, fu arruolato alle armi e ammesso al Corso per Allievi Ufficiali. Nel Settembre dello stesso anno, dovette abbandonare il corso,presso la caserma di Caserta, perché assegnato al 59° reggimento di fanteria. Pochi giorni dopo il suo arrivo in linea di combattimento, la situazione si complica, ed incomincia, cosi, il ripiegamento di tutto il fronte è con coraggio e gran determinazione difese la ritirata del suo reggimento durante la grave sconfitta di Caporetto. Qualche mese più tardi, i soldati sopravvissuti giungono a Monferrato, Umberto indebolito per la battaglia e preoccupato per il futuro dell’Italia, nei brevi momenti di tregua volge il suo pensiero alla famiglia lontana.

Ed è proprio il 21 novembre, alla vigilia della sua morte, che scrive al padre: “In ballo sono le sorti d’Italia e dell’intesa quindi nessuna paura, nessun timore deve trattenere l’animo dal compiere in ogni momento il proprio dovere al costo del più gran sacrificio che è quello della vita”.

Purtroppo il giorno seguente, 22 novembre 1917, cadde nel combattimento di Monfenera. Il suo reggimento fu additato alla riconoscenza della nazione, ed egli fu decorato con medaglia d’argento (Bollettino militare 1°aprile 1919) con la seguente dichiarazione: “Vattani Umberto, aspirante ufficiale del 59°reggiomento fanteria da Pofi. Si mantenne col proprio plotone sulle posizioni assegnategli, e nonostante le indigenti perdite, con mirabile esempio di ardimento e sprezzo del pericolo resistette ostinatamente ai furiosi attacchi nemici ed incitò all’estrema resistenza i pochi superstiti. Cadde colpito a morte in una lotta corpo a corpo”.

Le spoglie mortali del valoroso guerriero riposarono nel Cimitero civile di Cervaso (Asolo), località vicina a Monfenera, fino al Giugno del 1924, quando per volontà del fratello, Dott. Mario Vattani, Vice Console d’Italia, volle recapitarlo nel paese natale, Pofi, nella tomba di famiglia.

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