Lo scorso agosto, nell’area di un torrente del territorio comunale, è stato rinvenuto materiale che potrebbe offrire nuovi spunti di interesse per gli studi sul patrimonio paleontologico locale.
I ritrovamenti si inseriscono in un territorio che già in passato ha restituito importanti testimonianze paleontologiche (come i resti umani pleistocenici di Cava Pompi) e che continua, dunque, a rivelare tracce della propria storia naturale. Subito dopo la scoperta, il materiale è stato messo in sicurezza e trasferito presso il deposito del Museo “Pietro Fedele”, dove attualmente è conservato e adeguatamente custodito.
L’Amministrazione comunale ha inoltre provveduto a trasmettere alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina, tramite PEC, la comunicazione relativa al rinvenimento, avviando le interlocuzioni con gli organi preposti per gli opportuni accertamenti e per le eventuali indicazioni sulle successive attività.
Un nuovo tassello nella storia paleontologica di Pofi
Al momento non è ancora possibile stabilire con precisione la natura, la datazione e l’effettiva rilevanza scientifica dei materiali, in ogni caso riferibili a mammiferi di grandi dimensioni. Saranno gli specialisti e gli organi competenti, attraverso le necessarie verifiche, a fornire le risposte.
Il nuovo rinvenimento, tuttavia, riporta l’attenzione sul patrimonio paleontologico di Pofi e sulla straordinaria storia naturale custodita dal suo territorio.
Cosa raccontano questi reperti? Che età hanno? E quali nuove informazioni potrebbero aggiungere alle conoscenze già acquisite sul passato paleontologico dell’area?
Sono interrogativi che potranno trovare risposta nei prossimi approfondimenti scientifici. Per ora, il materiale resta custodito presso il Museo “Pietro Fedele”, in attesa delle valutazioni degli organi competenti.
Un nuovo ritrovamento che aggiunge un altro tassello a una storia che, a Pofi, continua a emergere dal territorio.